Un Motore immobile

  Dio come "Atto Puro"

Aristotele arriva alla necessità di un Dio attraverso il ragionamento logico sul movimento. Poiché tutto ciò che si muove è mosso da qualcos'altro, e non si può risalire all'infinito, deve esistere un "Primo Motore Immobile".

Immobile: Non subisce mutamenti né passioni

.Atto Puro: Dio è pura attualità. Non ha potenzialità non ancora realizzate; è perfezione completa e infinita.

Dio come "Pensiero di Pensiero"

Se Dio è l'essere perfetto, cosa pensa? Se pensasse a cose imperfette, al mondo o agli esseri umani, la sua perfezione verrebbe limitata dagli oggetti del suo pensiero. Pertanto, Aristotele conclude che Dio pensa solo a se stesso.

Dio è noēsis noēseōs (pensiero di pensiero). La sua attività è la contemplazione eterna della propria perfezione.

La causalità finale: Dio come "Motore"

Se Dio è immobile e non agisce sul mondo (non lo ha creato e non lo governa), come fa a causare movimento? Aristotele spiega che Dio muove il mondo come un oggetto d'amore (causa finale).

Il mondo, aspirando alla perfezione di Dio, si muove costantemente per cercare di imitarla, trasformando la propria potenzialità in atto. Dio è dunque la meta suprema verso cui tende

l'intero universo


Nota personale: a questa visione di Dio si rifà il personaggio del Re in Giallo di Robert W. Chambers.









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