il mito della caverna

 


Mito della Caverna (o allegoria della caverna), uno dei racconti filosofici più celebri in assoluto. Si trova nel libro VII della Repubblica di Platone.

Se Aristotele – come abbiamo visto – cercava la verità studiando il mondo concreto, il suo maestro Platone la pensava al contrario: per lui il mondo fisico che vediamo e tocchiamo è solo una copia sbiadita e imperfetta di un mondo superiore e astratto, il Mondo delle Idee (o Iperuranio). Il mito della caverna serve proprio a spiegare questa visione.

Il Racconto in breve

Platone ci chiede di immaginare degli schiavi incatenati fin dall'infanzia nel fondo di una caverna buia. Sono legati in modo tale da poter guardare solo verso la parete di fondo.

Dietro di loro c'è un muretto e, ancora più dietro, brucia un grande fuoco. Tra il fuoco e il muretto passano delle persone che portano sulla testa delle statuette raffiguranti oggetti, animali e uomini. Il fuoco proietta le ombre di queste statuette sulla parete di fronte ai prigionieri.

Non avendo mai visto altro, i prigionieri sono convinti che quelle ombre siano l'unica realtà esistente. Se le figure emettono dei suoni, i prigionieri pensano che siano le ombre a parlare.

La Liberazione e la Scoperta

Cosa succede se uno schiavo viene liberato dalle catene e costretto a voltarsi?

  1. La luce lo acceca: Inizialmente il fuoco gli fa male agli occhi. Fa fatica a guardare le statuette e pensa che le ombre sulla parete fossero "più reali" degli oggetti che vede ora.

  2. L'uscita dalla caverna: Viene trascinato fuori, verso la luce del sole. Qui l'accecamento è totale. Per abituarsi, deve prima guardare le ombre nell'acqua, poi i riflessi delle cose di notte, e solo alla fine riesce ad alzare gli occhi al cielo e a guardare direttamente il Sole.

  3. La consapevolezza: Lo schiavo capisce che il Sole dà vita a tutto il mondo visibile e che la vita nella caverna era una totale illusione.

Il Ritorno nel Buio

Soddisfatto della scoperta, l'ex prigioniero decide di tornare nella caverna per liberare i suoi compagni. Ma i suoi occhi si sono abituati alla luce del sole e, rientrando nel buio, fa fatica a vedere le ombre. I compagni lo prendono in giro, pensano che il viaggio fuori gli abbia rovinato la vista e si convincono che non valga assolutamente la pena uscire. Anzi, Platone scrive che se qualcuno cercasse di liberarli e portarli fuori, i prigionieri sarebbero disposti a ucciderlo (un chiaro riferimento al processo e alla condanna a morte del suo maestro Socrate).

Cosa significa questa allegoria?

Ogni elemento del mito ha un significato filosofico preciso e profondo:

  • La caverna e i prigionieri: Rappresentano l'umanità comune, prigioniera delle apparenze, dei pregiudizi e dei sensi.

  • Le ombre sulla parete: È l'opinione superficiale (doxa), ciò che la gente scambia per verità assoluta basandosi solo su ciò che vede o sente dire.

  • La liberazione: Rappresenta l'inizio del percorso educativo e filosofico. È una transizione dolorosa perché mettere in discussione le proprie certezze fa soffrire.

  • Il mondo esterno: È il Mondo delle Idee. Le idee sono la vera realtà, eterne e immutabili.

  • Il Sole: Rappresenta l'Idea del Bene, la fonte massima di conoscenza, verità e vita.

  • Il ritorno del filosofo: È il dovere politico e morale di chi sa: il vero filosofo non tiene la conoscenza per sé, ma ha la responsabilità di tornare tra gli altri per guidarli, anche a rischio della propria vita.


questo mito ha anche influenzato la creazione di Matrix e Truman show




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