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Cyberpunk 2077 e la sua connessione con la filosofia

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 Night City è, a tutti gli effetti, un enorme laboratorio a cielo aperto per la filosofia greca. Ecco le connessioni più forti: 1. Cyberware e il Mito della Biga Alata (Platone) Nel gioco, i personaggi modificano continuamente i propri corpi con innesti cibernetici ( cyberware ). C'è però un prezzo terribile da pagare: la Cyberpsicosi , una malattia mentale che colpisce chi esagera con le modifiche, portando alla perdita totale di empatia e a furie omicide. Questo è un riflesso perfetto del Mito della Biga Alata di Platone: Il desiderio ossessivo di potere, potenziamenti e piaceri materiali rappresenta il Cavallo Nero fuori controllo. L'anima del cyberpsicotico si spezza perché il guidatore (l' Auriga , la ragione e l'umanità) perde le redini, lasciando che gli impulsi tecnologici e distruttivi prendano il sopravvento. La perdita del "giusto mezzo" aristotelico tra biologia e tecnologia porta alla follia. 2. Il Relativismo delle Megacorporazioni (I Sofisti) ...

il mito della caverna

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  Mito della Caverna (o allegoria della caverna), uno dei racconti filosofici più celebri in assoluto. Si trova nel libro VII della Repubblica di Platone. Se Aristotele – come abbiamo visto – cercava la verità studiando il mondo concreto, il suo maestro Platone la pensava al contrario: per lui il mondo fisico che vediamo e tocchiamo è solo una copia sbiadita e imperfetta di un mondo superiore e astratto, il Mondo delle Idee (o Iperuranio). Il mito della caverna serve proprio a spiegare questa visione. Il Racconto in breve Platone ci chiede di immaginare degli schiavi incatenati fin dall'infanzia nel fondo di una caverna buia. Sono legati in modo tale da poter guardare solo verso la parete di fondo. Dietro di loro c'è un muretto e, ancora più dietro, brucia un grande fuoco. Tra il fuoco e il muretto passano delle persone che portano sulla testa delle statuette raffiguranti oggetti, animali e uomini. Il fuoco proietta le ombre di queste statuette sulla parete di fronte ai pri...

Aristotele

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  Aristotele è stato uno dei pensatori più influenti della storia occidentale. Se il suo maestro Platone guardava verso il mondo astratto delle "Idee", Aristotele aveva i piedi piantati per terra: era un osservatore nato, un catalogatore della realtà, e voleva capire come funzionasse il mondo concreto che tocchiamo con mano. Nato a Stagira nel 384 a.C., passò vent'anni all'Accademia di Platone, per poi fondare a Atene la sua scuola, il Liceo (chiamato anche scuola peripatetica , perché si diceva che insegnasse camminando con i suoi allievi sotto i portici). Fu persino il precettore privato di un giovanissimo Alessandro Magno. Il suo pensiero ha gettato le basi di quasi tutte le discipline moderne. Ecco i pilastri fondamentali dei suoi insegnamenti: 1. La Logica e il Sillogismo Aristotele ha praticamente inventato la logica come disciplina autonoma. Voleva capire come funziona un ragionamento corretto e ha creato lo strumento del sillogismo , una struttura logica perf...

I SOFISTI

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I Sofisti sono stati i primi veri "professori" della storia. Se Socrate, Platone e Aristotele cercavano una verità assoluta e immutabile, i Sofisti pensavano che questa ricerca fosse una perdita di tempo. Per loro, la verità assoluta semplicemente non esiste , oppure è impossibile da conoscere. Il termine "sofista" in origine significava semplicemente "sapiente", ma a causa dei durissimi attacchi di Platone e Aristotele ha assunto nel tempo un significato negativo (ancora oggi, un "sofisma" è un ragionamento falso fatto per sembrare vero). In realtà, i Sofisti hanno portato una rivoluzione enorme nell'Atene del V secolo a.C., spostando la filosofia dallo studio della natura all'uomo, alla società e soprattutto alla politica . Chi erano e cosa facevano? Con la nascita della democrazia ad Atene, saper parlare in pubblico era diventato una questione di vita o di morte: se dovevi difenderti in tribunale o volevi fare carriera politica, dovev...

Un Motore immobile

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  Dio come "Atto Puro" Aristotele arriva alla necessità di un Dio attraverso il ragionamento logico sul movimento. Poiché tutto ciò che si muove è mosso da qualcos'altro, e non si può risalire all'infinito, deve esistere un "Primo Motore Immobile" . Immobile: Non subisce mutamenti né passioni . Atto Puro: Dio è pura attualità. Non ha potenzialità non ancora realizzate; è perfezione completa e infinita. Dio come "Pensiero di Pensiero" Se Dio è l'essere perfetto, cosa pensa? Se pensasse a cose imperfette, al mondo o agli esseri umani, la sua perfezione verrebbe limitata dagli oggetti del suo pensiero. Pertanto, Aristotele conclude che Dio pensa solo a se stesso . Dio è noēsis noēseōs (pensiero di pensiero). La sua attività è la contemplazione eterna della propria perfezione. La causalità finale: Dio come "Motore" Se Dio è immobile e non agisce sul mondo (non lo ha creato e non lo governa), come fa a causare movimento? ...

il Fedone

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   Il Ruolo del Mito in Platone Nel Fedone , il mito non sostituisce la ragione ( logos ), ma la integra. Dopo aver cercato di dimostrare l'immortalità dell'anima attraverso prove logiche, Socrate utilizza il mito escatologico per offrire una "nobile scommessa": una rappresentazione verosimile del destino dell'anima e della struttura dell'universo che funga da guida etica. 1. La "Vera Terra" e la Geografia dell'Invisibile Socrate descrive il nostro mondo come una cavità limitata, paragonandoci a creature che vivono sul fondo del mare e credono che la superficie dell'acqua sia il vero cielo. La Terra Superiore: Esiste una "vera terra" situata sopra la nostra atmosfera. È un luogo di colori purissimi, pietre preziose e vegetazione perfetta, dove gli uomini vivono più a lungo e comunicano direttamente con gli dèi. Il significato filosofico: Questa è una metafora del Mondo delle Idee . Noi viviamo in una realtà decaduta e "corro...

Socrate

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Se Platone indicava il cielo e Aristotele guardava la terra, Socrate (469–399 a.C.) preferiva guardare negli occhi le persone. È stato il primo grande filosofo ad abbandonare lo studio della natura (le stelle, gli atomi, l'universo) per concentrarsi interamente sull' essere umano , sulla morale e sulla ricerca della verità interiore. Non ha scritto una sola riga. Pensava che la filosofia non potesse essere racchiusa in un libro morto, ma che fosse un corpo vivo che si trasmette solo attraverso il dialogo e il confronto diretto. Tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo ai suoi allievi, soprattutto a Platone. Girovagava per le piazze ( agorà ) e i mercati di Atene a piedi scalzi, tormentando passanti, politici e intellettuali con domande apparentemente semplici ma implacabili. Questo suo atteggiamento gli valse il soprannome di "tafano di Atene" , un insetto fastidioso che scuoteva la città dal suo torpore morale. I suoi insegnamenti non consistevano in una serie di ...